Hai una cantina che parla di territorio, mani, tempo. Magari produci poche bottiglie, ma con una cura enorme. Eppure online succede spesso questa cosa: le persone arrivano sul sito… e poi spariscono.
Non perché non sia “bello”.
Ma perché un sito per cantina vinicola oggi non deve solo raccontare: deve anche accompagnare chi visita verso un’azione semplice (prenotare, scriverti, chiedere informazioni, venire a trovarti).
Questo articolo è una guida pratica (e gentile) alle 7 cose essenziali che trasformano un sito da “vetrina” a strumento che porta contatti, senza snaturare la tua identità.
1 – Una Home che dice subito chi sei, dove sei e cosa offri
La Home non è un saluto di benvenuto: è il punto in cui una persona decide in pochi secondi se restare o tornare indietro. Deve capire subito cosa proponi (degustazioni, visite, vendita in cantina, eventi), dove sei e che tipo di cantina sei.
Funziona molto bene quando l’apertura è concreta: “Degustazioni in cantina in [zona]”, “Visite tra i filari”, “Vini biologici in [territorio]”. Non è marketing aggressivo: è chiarezza. E la chiarezza, online, è cura.
2 – La pagina “Visite e degustazioni” come centro del sito (se fai enoturismo)
Se offri esperienze, questa pagina è spesso la più importante. Ed è anche quella che, quando manca o è confusa, fa perdere più richieste.
Qui non serve essere lunghi: serve essere utili. Chi legge vuole capire che esperienze proponi, quanto durano, quanto costano indicativamente e come si prenota. Se per prenotare deve fare tre passaggi, cercare un numero in fondo o scrivere “ciao” su WhatsApp senza sapere nemmeno se c’è posto, probabilmente rinuncia.
Per farla funzionare basta che la prenotazione sia semplice e guidata. Un form essenziale è spesso più efficace di mille messaggi.
E poi una call to action chiara, senza ambiguità: “Prenota una degustazione” oppure “Chiedi disponibilità”.
3 – La pagina “Vini” non deve diventare un catalogo freddo
Anche se non vendi online, la sezione Vini può aiutarti tantissimo. Non tanto per “mostrare tutto”, quanto per far venire voglia di assaggiare e di venire in cantina.
Qui l’errore più comune è avere schede infinite ma impersonali. L’alternativa è scegliere pochi vini rappresentativi e raccontarli in modo umano: due righe che fanno immaginare il gusto e l’occasione, poi le informazioni tecniche per chi le cerca. Un sito vetrina è efficace quando non costringe a “studiare”, ma invita.
Una cosa che converte molto, soprattutto per cantine piccole e identitarie, è offrire un piccolo aiuto: “Se mi dici che vini ti piacciono, ti consiglio io da dove iniziare.” Questo crea relazione e apre la conversazione senza pressione.
4 – “Chi siamo”: fiducia, non slogan
La pagina “Chi siamo” è il punto in cui molte persone decidono se fidarsi. E la fiducia non nasce da parole tipo “passione” e “tradizione” (che ormai usano tutti), ma da dettagli veri: una scelta importante che avete fatto, un modo di lavorare, un valore che vi guida, un pezzo di territorio che vi somiglia.
Qui le foto autentiche contano più della perfezione. E chiudere la pagina con un invito semplice funziona molto: se il tuo obiettivo sono le visite, dillo; se vuoi richieste da ristoranti o enoteche, crea un percorso dedicato. Il sito non deve parlare a tutti nello stesso modo: deve parlare bene alle persone giuste.
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5 – Contatti facili: meno ostacoli, più richieste
Sembra banale, ma spesso il problema è qui. Ci sono siti bellissimi in cui per contattare la cantina devi cercare, scorrere, aprire menu, indovinare a chi scrivere.
L’obiettivo è che, da smartphone, una persona possa contattarti in pochi secondi. E che tu riceva richieste complete.
Gli elementi che davvero aiutano (senza riempire la pagina) sono pochi:
- un pulsante “Contattaci” ben visibile anche da mobile
- un form breve ma guidato (nome, contatto, motivo)
- indirizzo e indicazioni chiare (se sei in zona rurale, ancora di più)
WhatsApp va benissimo se lo usi con continuità; altrimenti meglio un form fatto bene, che non “sparisce” tra le chat.
6 – Mobile e velocità: il sito deve funzionare anche mentre la persona è in giro
Molte visite arrivano quando le persone sono in auto (da passeggeri), in treno, già in vacanza, o con poca connessione. Se il sito è lento, le foto pesano troppo o il testo è piccolo e scomodo, non è una questione estetica: è una questione di perdere opportunità.
Qui la cura è invisibile ma decisiva: immagini leggere, menu semplice, pulsanti grandi, niente elementi che coprono lo schermo. È uno di quei lavori che non si notano quando sono fatti bene, ma si sentono subito quando mancano.
7 – Elementi di fiducia: basta poco, ma dev’essere vero
Per una cantina, la fiducia è tutto. E online si costruisce con prove piccole ma concrete: recensioni, citazioni stampa, riconoscimenti, domande frequenti.
Non serve esagerare. Bastano poche cose scelte bene. In particolare, una mini-FAQ riduce tantissimo le frizioni perché risponde in anticipo alle paure pratiche: “serve prenotare?”, “accettate gruppi?”, “quanto dura?”, “posso portare il cane?”, “si può acquistare in cantina?”. È un modo semplice per far sentire chi legge già accolto.
Se ti sei riconosciuta/o in uno o più punti, non significa che “il sito è sbagliato”: significa che probabilmente non sta accompagnando chi ti scopre verso l’azione giusta. Con poche modifiche mirate (struttura, testi, fiducia, percorso di prenotazione) spesso si ottengono risultati concreti, senza snaturare la tua identità.
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